Sentiamo spesso parlare di “wellness” e quasi tutte le nostre abitudini sono orientate alla ricerca di un baricentro personale. Una costante che a volte stona con i ritmi di lavoro, dove è sempre più difficile coltivare il proprio “equilibrio” psico-fisico.

Gli spazi lavorativi sono importanti, ma rischiano di limitare gran parte delle nostre abitudini e di recintarle in spazi condivisi, da cui spesso usciamo sofferenti, a discapito del nostro benessere. Secondo lo psicologo tedesco Lewin “il comportamento umano sarebbe espresso in relazione allo spazio di vita in cui la persona si trova, che include sia le caratteristiche della persona che dell’ambiente in cui opera”. Un fenomeno che si esprime soprattutto nella “dinamica di gruppo” e nella “teoria del campo”, studi che approfondiscono il rapporto che l’essere umano ha con gli altri e con gli spazi.

Per questo motivo sempre più realtà stanno edificando una cultura improntata sul “benessere aziendale”, ovvero il mantenimento di un clima positivo e conciliante, per se stessi e per gli altri, sul posto di lavoro.

Il raggiungimento di un buon grado di benessere impatta infatti sul clima aziendale e sulla percezione che gli stessi dipendenti hanno del proprio lavoro. Se Mario sarà sempre imbronciato e scontento quando è in ufficio, è possibile che il suo collega Luca, che lavora ogni giorno con lui, possa empatizzare e sentirsi influenzato dal suo stato emotivo. La condivisione è un valore importante per un’azienda, ma se eccessiva diventa improduttiva.

Una delle nuove responsabilità per le aziende è creare perciò un ecosistema salutare per i propri dipendenti, il primo passo in tale direzione è prendersi cura della loro salute e armonizzare gli spazi di lavoro con i loro bioritmi. Così nasce un modello virtuoso di “benessere lavorativo”, che richiede un impegno etico dell’azienda, ma con un ritorno inestimabile in termini di vivibilità.

In questi mesi Intent ha remato in questa direzione inaugurando il suo programma di Welfare aziendale, realizzando uno sportello psicologico e avviando un corso di teatro d’impresa, finalizzato alla gestione emotiva dei suoi dipendenti. Siamo partiti da un’idea precisa nel delineare queste iniziative.

Per benessere lavorativo si intende infatti “la capacità dell’organizzazione di promuovere e mantenere il benessere fisico, psicologico e sociale dei lavoratori per tutti i livelli e i ruoli”. L’obiettivo di Intent, società di servizi e consulenza integrata, è dedicarsi anche al management emotivo dei suoi dipendenti.

Per raggiungere il benessere organizzativo, sono 12 le dimensioni a cui ispirarsi secondo Ostroff: partecipazione, calore, ricompense sociali, cooperazione, comunicazione, crescita, innovazione, autonomia, gerarchia, struttura, ricompense estrinseche e achievement.

La comunicazione in questo progetto è un vettore fondamentale di un messaggio, l’individualità, che Intent riconosce come suo valore fondamentale e roadmap per il welfare aziendale.

“Il benessere sul lavoro è diventato molto importante per le aziende – sostiene Stefania Sauchella, Responsabile welfare di Intent – c’è una maggiore attenzione verso i bisogni del dipendente e questa nuova consapevolezza ha spinto sempre più società a realizzare un programma di welfare attento e moderno”.

Grazie a questa sensibilità, la “felicità aziendale” sarà la spontanea conseguenza di un’etica positiva, i dipendenti saranno propensi a sposare i valori aziendali e a sentirsi parte di un gruppo. Gli eventi aziendali sono un valido esempio: che si tratti di aperitivi o cene aziendali con il management, attività di team building o workshop, le brevi parentesi dal tran tran lavorativo fungono da collante per il team, la spensieratezza contribuisce a edificare il senso di appartenenza dei dipendenti.

Se il dipendente si sentirà “a casa” anche fuori dalle mura private, anche la sua crescita professionale e formazione saranno più serene, i dipendenti si sentiranno autonomi ma riconosciuti per le proprie diversità personali (generazionali, culturali, di genere).

Solo così ci sarà uno sviluppo sostenibile dell’azienda e una soddisfazione del dipendente, professionalmente e come persona.

E tu, come immagini un’azienda sostenibile? Scrivi a marketing@intentsrl.it

 

Ufficio Stampa Intent