Il futuro è nell’ecosostenibilità. Il cambiamento climatico è balzato recentemente all’attenzione grazie ai “Friday for future”, ma per molte aziende la sostenibilità è concepita già da tempo come vera e propria responsabilità sociale.

Un interesse che parte dall’adesione a campagne di sensibilizzazione ma che si concretizza solo nell’adozione di una corretta educazione ambientale, verso il pianeta e le persone che condividono lo spazio di lavoro. Sempre più imprese accolgono la rivoluzione “green” anche negli uffici, impegnandosi nella riduzione dei consumi e abbassando l’impronta di carbonio, integrando accorgimenti di office design che impattano fortemente sulla produttività dei propri dipendenti e sul loro benessere.

Un recente studio dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health’s Center for Health and the Global Environment dimostra non a caso gli effetti che un ambiente di lavoro piacevole ha sulle prestazioni dei dipendenti: gli ambienti di lavoro che ospitano piante e un sistema di aerazione efficiente rivelano per esempio un aumento del 26% sugli aspetti cognitivi di chi lavora, il 30% in meno di predisposizione a malattie e un miglioramento del 6% della qualità del sonno fra gli intervistati. Coltivare le piante in ufficio è infatti un’ottima idea per depurare l’aria in modo naturale, riducendo lo stress sul posto di lavoro. Alcune piante svolgono questo compito al meglio, come la melissa, il filodendro e lo spatifillo.

Non basta sfoderare il pollice verde e sensibilizzare il personale alla raccolta differenziata però, l’ecosostenibilità dev’essere concepita a tutto tondo dalle aziende, attraverso un insieme di accorgimenti che concorrano nel rendere il posto di lavoro accogliente e sereno, evitando così la “Sick building syndrome”, la sindrome di edificio malato, un insieme di disturbi spesso innescati da un ambiente di lavoro insalubre. Tra i sintomi compaiono mal di testa, difficoltà di concentrazione, bruciore agli occhi e infiammazione delle vie respiratorie.

Le aziende più moderne scelgono per esempio di rivestire i tetti degli edifici con piante e vegetazione di vario tipo, favorendo l’assorbimento del calore solare e permettendo di tamponare l’acqua in eccesso in caso di forti piogge. Anche l’isolamento termico è fondamentale in un ufficio sostenibile, le pareti divisorie di un ufficio possono regolare infatti la perdita o l’aumento di calore in base alle differenti situazioni.

Non sempre la percezione di sostenibilità si accompagna però a quella di un ambiente sano. Una delle maggiori difficoltà riscontrate dai dipendenti sul posto di lavoro riguarda proprio la pulizia dei locali. “Durante le numerose consulenze che abbiamo effettuato presso aziende esterne, molte persone lamentavano la bassa considerazione data alla pulizia degli ambienti di lavoro, bisogna averne massima cura e dimostrare rispetto verso le condizioni lavorative del proprio staff, sono le basi per generare la differenza”, afferma Pietro Petrassi, responsabile della gestione Habitat per il Gruppo Intent e titolare di 4advice, società dedita all’Integrated Facility Management e specializzata nei servizi di pulizia.

Oltre all’attenzione per l’igiene negli spazi condivisi, aumenta quella per la luminosità, il ricambio d'aria, la climatizzazione, la costruzione di impianti idraulici ad alta efficienza e l’utilizzo di materiali di riciclo per l’arredamento aziendale. “Non è raccomandabile lavorare in una stanza buia o poco luminosa, anche i colori giocano molto sull’umore dello staff”. Tonalità tenui come grigio, bianco o verde chiaro, se alternato a pareti neutre, facilitano infatti i ritmi lavorativi e aumentano la serenità del dipendente. Per sopperire invece al problema luminosità, molte aziende si stanno dotando di finestre in vetro commutabile, che all’occorrenza diventa opaco o trasparente a seconda delle necessità, fornendo più o meno calore.

Un altro aspetto spesso sottovalutato dalle aziende concerne l’architettura interna degli ambienti di lavoro, con il rischio di risultare dispersiva, estraniante e di non far sentire i dipendenti a proprio agio. Stanze e forniture devono perciò essere adeguate alle mansioni da svolgere, sia in termini di disposizione all’interno degli uffici, stabilendo una logica spaziale coerente con l’organigramma aziendale, sia considerando il tipo di attività di ognuno. “Ogni spazio dev’essere strutturato a misura dei suoi dipendenti, deve interpretarne i bisogni ed essere quanto più confortevole per facilitare loro il lavoro”, afferma Pietro Petrassi.

Molte aziende stanno così prediligendo il coworking e lo smart working: il primo concerne l’utilizzo condiviso di spazi di lavoro, favorendo così una riduzione dei consumi sulle attrezzature d’ufficio. Condividere significa perciò beneficiare di un'unica stampante, di un solo computer, un unico telefono e una sola scrivania, ma soprattutto di un solo impianto di riscaldamento e di un'unica illuminazione. Ciò vuol dire che anche le responsabilità sono spartite: anziché abusare della carta, si potrebbe beneficiare per esempio di documenti consultabili su un drive condiviso, in modo che tutti possano accedervi immediatamente e con qualunque supporto.

Qualora non sia possibile abbandonare l’utilizzo del cartaceo, è preferibile selezione risme di carta che provengano da filiere certificate del legno, come quelle che riportano la certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes). Ciò non esime dall’attenzione sull’acquisto di strumenti aziendali come computer, stampanti, fotocopiatrici: è importante controllare che abbiano infatti il marchio Energy Star, che ne attesta il basso consumo energetico.

Lo smart working contribuirebbe invece nella riduzione delle emissioni di CO2, poiché ridurrebbe il numero di persone che utilizza mezzi propri per recarsi sul posto di lavoro. In alternativa, molte aziende prediligono il carpooling aziendale, una forma di sharing attraverso navette, bici e la capacità dei dipendenti di recarsi a piedi sul posto di lavoro, con migliaia di kg di CO2 risparmiati.

Infine, le aziende spronano all’importanza della condivisione di ogni piccola abitudine fra i colleghi per innescare un processo che porterà tutti a lavorare in un ufficio green. “La gestione dello spazio, il modo in cui l’azienda accoglie le persone ogni giorno, influisce sulla percezione che i dipendenti hanno del proprio posto di lavoro e gioca un ruolo determinante sulla loro produttività”, conclude Pietro Petrassi, responsabile della gestione Habitat per Intent Srl.

Se anche tu sogni un posto di lavoro su misura, che tenga in considerazione le tue aspettative, scrivi a marketing@intentsrl.it

 

 

Ufficio stampa Intent